Comune di Cairate

La storia di Cairate è inscindibile con quella del fiume Olona. Per quanto il termine Olona non faccia parte del nome proprio del Comune, sono numerosi i documenti anche ufficiali che, dalla fine dell’Ottocento fino ad almeno gli anni Ottanta del secolo successivo, riportavano la dicitura di Cairate Olona.

Già nel XIII secolo è attestato che il monastero benedettino femminile di Santa Maria Assunta possedeva, tra l’altro, tre mulini sul fiume Olona. Nel 1647 le monache del monastero, per giustificare i diritti vantati sull’uso delle acque, sostennero che tale loro privilegio risalisse addirittura alla fondazione del monastero. Nel 1675 una causa giudiziaria fu portata a Milano davanti al conservatore del fiume Olona, Giovanni Ippolito Pusterla. L’oggetto della lite era una disputa tra due privati in merito a presunti diritti vantati sui vivai, che erano costruzioni a forma circolare realizzate con sassi presso le rive del fiume dove avveniva la semina degli avannotti (cioè i piccoli pesci appena dopo la fase larvale).

Per tutto il Settecento il monastero continuò a vantare la proprietà di diversi molini. La situazione cambiò radicalmente con la soppressione del monastero come ente religioso e la vendita dei suoi beni. Attorno all’anno 1815 i molini del monastero erano divenuti proprietà di alcune famiglie: Scandroglio, Bianchi e Castiglioni.

La seconda metà del XIX fu teatro della nascita di molte attività industriali lungo il fiume. Esempi furono la filatura Candiani Ogna (1853) e la cartiera del legnanese Antonio Cerimedo (1859). Quest’ultima attività fu il punto di partenza del percorso che portò prima alla creazione della cartiera Candiani – Castle (1869), divenuta poi Vita (1897) e infine Vita Mayer (1906). La cartiera della famiglia Mayer fino al 1977 (anno della dichiarazione di fallimento) oltre a essere il cuore pulsante dell’economia del territorio ebbe un ruolo educativo e sportivo, per la sua scuola e per tutte le attività ricreative organizzate.

Il territorio cairatese del fiume Olona è ora oggetto di un importante riqualificazione economica che punta a donargli una meritata seconda giovinezza.

A livello popolare, il fiume è anche oggetto di modi di dire e scioglilingua in dialetto. Il più famoso è «dü oeu, indüì, in du acua d’Uôna».

Cristina Luoni
Assessore alla Cultura


Le raccolte