Quando penso al fiume Olona, non posso che riconoscere in esso una parte viva e profonda della storia di Gorla Maggiore. Il suo scorrere ha accompagnato nei secoli la crescita del nostro paese, ne ha alimentato la vita agricola e industriale, ha dato energia, lavoro e identità a generazioni di cittadini. L’acqua dell’Olona è stata una risorsa preziosa, un dono della natura che ha reso fertile il territorio e ha contribuito allo sviluppo economico e sociale della nostra comunità.
Eppure, come spesso accade alle realtà che più ci appartengono, per un lungo periodo abbiamo dimenticato il valore di questo fiume. L’Olona ha conosciuto anni difficili, segnati dall’inquinamento e dall’abbandono, in cui le sue acque — un tempo limpide e generose — sembravano aver perso la loro forza vitale. Quelle ferite ambientali non hanno solo deturpato il paesaggio, ma hanno anche incrinato il legame tra la popolazione e il suo fiume, tra la memoria e l’identità del territorio.
Fortunatamente, negli ultimi decenni, è maturata una nuova consapevolezza: il fiume non è un elemento marginale, ma un patrimonio da custodire e valorizzare. Grazie a un impegno collettivo, all’azione delle istituzioni e alla sensibilità dei cittadini, l’Olona ha iniziato un percorso di rinascita. Oggi le sue sponde ospitano aree verdi, percorsi naturalistici e spazi di incontro che restituiscono dignità a un paesaggio ritrovato e raccontano una storia di riscatto ambientale.
L’Olona non è solo un fiume:
è memoria che scorre,
è identità che resiste,
è promessa di rinascita
Cinzia Montini
Assessore alla Cultura






